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June 29 sono tornata dopo un lungo periodo di assenza.è si è passato tanto tempo..più di un anno...e di cose ne sono cambiate...
il primo settembre del 2007 mi sono sposata ed è stato il giorno più bello della mia vita...sono stra felice e se potessi lo rifarei altre 100, anzi no1000 volte!!!
e poi adesso che anche la mia amica Lella si è sposata ho rivissuto insieme a lei quei splendidi momenti...
non so se e quando tornerò perchè sinceramente ho visto che non avete sentito la mia mancanza... a presto
vi voglio bene
Cassandra June 05 noo sto bene...Non lo so che cos’ho… mi sento strana, persa, a volte anche sola e lontana anni luce dalle persone che mi circondano. Sarà questo mio stato un po’ vago, dove sia fisicamente che mentalmente non mi trovo molto bene… bò non lo so… E per questo evito di dover riempire di paranoie le persone che mi circondano, di dover discutere con loro perché magari avrei voluto essere capita di più. Voglia di essere al centro dell’attenzione?! Molti la pensano così… Voglia di stare da sola? Non è esattamente questo… Voglia di riuscire a dire qualcosa e tirar fuori un non so che cosa che fino ad ora non ho avuto il coraggio di dire? Si probabilmente qualcosa centra… Voglia di sentirmi dire: “come stai?” o “ciao” o “tvb”??? quella voglia c’è sempre perché io sono fatta così; sono cresciuta per 21 anni accerchiata di attenzioni e affetto, mi attacco alle persone anche troppo e lo so, è sbagliato…ma come faccio a cambiare un lato del mio carattare?! Sarebbe difficile anche per voi… Io che ad ogni problema sarei con il telefono in mano a dire: “ehi…ho bisogno di te… ho bisogno di parlarti”. Sono fatta così e questo è terribile. Il mondo non può girare intorno a me, lo so…non possono cadere tutti ai miei piedi appena apro la bocca, non possono pensare sempre tutti alla “bambina”, perché nella vita di ognuno ci sono mille problemi, mille problemi, mille incomprensioni… Io che ad ogni problema sarei con il telefono in mano a dire: “ehi…ho bisogno di te… ho bisogno di parlarti”. Sono fatta così e questo è terribile. A volte non riesco a spiegarmi, non riesco a dire esattamente quello che vorrei dire e così finisco per essere fraintesa. Probabilmente il mio lavoro mi ha un po’ isolata da quello che era il mio mondo prima: prima non cerano problemi per uscire con gli amici e con il fidanzato, adesso è tutto un po’ pressato e non posso permettermi di fare programmi a lunga scadenza perché tanto ne succede sempre una… e quando sono libera io tutti lavorano e quando sono liberi loro io lavoro…è la vita… una continua rincorsa…io…si amo rincorrere gli affetti… E mi mancano e non potete immaginare quanto…questo non significa che non mi piaccia il mio lavoro, anzi…mi riempie di soddisfazioni…e poi nella vita si deve pur rinunciare a qualcosa… Vabbè vi ho già annoiati abbastanza…vado a lavorare…spero di tornare presto…serena, e sempre più pronta per il mio ormai imminente matrimonio.
a tutti voi...un caloroso abbraccio cassandra May 04 Testtest scopiazzato dalla mia amichetta lella
1-Siamo amici?
2-Quando e dove ci siamo conosciuti?
3-Quanto ci tieni a me?
4-Hai mai desiderato darmi un pugno in faccia?
5-Dammi un soprannome e spiega il perchè...
6-Descrivimi con una parola...
7-Qual'è stata la tua prima impressione su di me?
8-Pensi la stessa cosa ora?
9-Cosa ti fa ricordare me?
10-Se mi potessi dare qualkosa,cosa mi daresti?
11-Quanto mi conosci?
12-Quand'è l'ultima volta che mi hai visto?
13-C'è mai stato qualkosa che avresti voluto dirmi ma non l'hai fatto?
14-Metteresti sul tuo blog questo test per vedere cosa dirò io di te?
15-Fammi una piccola dedica o saluto... PER TUTTI VOI.COME AVETE VISTO HO PUBBLICATO PER TUTTI VOI I CAPITOLI DEL MIO PICCOLO LIBRO INTITOLATO: IO, CASSANDRA...
LEGGETELO E LASCIATE PIù MESSAGGI POSSIBILI.I VOSTRI COMMENTI, COSA NE PENSATE, CRITICATE ANCHE PERCHè DALLE CRITICHE SI CRESCE...
E POI RACCOGLIERò TUTTI I VS. COMMENTI E DEDICHERò UN POST A TUTTI VOI.
GRAZIE DI CUORE A CIASCUNO DI VOI CHE PERDERETE UN PO' DI TEMPO A LEGGERE LA MIA VITA TRA QUESTE PAGINE..
con affetto, la vostra Cassandra Io, Cassandra... - RingraziamentiRINGRAZIAMENTI
Devo dire che ho tenuto nascosto, a tutti, quasi fino alla fine, l’avventura che stavo per iniziare. Poi l’apparizione di una casa editrice che sembrava interessata alla mia storia, mi ha spinto a svelare alle persone a me più care ciò che stavo facendo A tempo perso scrivevo qualche riga, indagavo chiedendo informazioni a mamma e a mia sorella, poi cancellavo e riscrivevo… per fortuna hanno inventato i computer, altrimenti sai quanta carta mi serviva!!! Purtroppo ho perso l’appoggio editoriale, anche per mia scelta, ma nonostante tutto non ho mollato: non ho buttato nel cestino la mia storia. Qualcuno mi scrisse: “seguire i propri sogni e realizzarli è forse il traguardo più importante che ogni essere umano può raggiungere. Perciò ritengo, che in qualunque modo venga interpretato e giudicato da chi lo legge, sia solo un giudizio ininfluente alla grande soddisfazione che questo libro ti deve portare!!! Sii fiera di te stessa…” Non penso che questo sia un libro che merita successo: non credo di meritare così tanto, ma soprattutto non mi servono soddisfazioni di questo tipo; la soddisfazione che spero di ricevere è da parte di quelle persone che per prime lo leggeranno perché è proprio quello ciò di cui ho bisogno… Ringrazio tutti i medici che mi hanno seguito passo passo lungo la mia malattia per aver contribuito con la loro professionalità e conoscenza a permettere che io conoscessi questo mondo. E poi a mamma e papà che hanno sempre creduto in me, che non hanno mai perso le speranze e che mi sono sempre stati vicini e non mi hanno ostacolato in questo mio progetto. A Federico che mi ha sempre sopporta e non mi ha mai abbandonata anche quando tutto sembrava andare storto… E a tutti coloro che anche solo con il pensiero mi sono stati vicini e mi hanno spinto a non mollare questo mio sogno… Questo libro è anche per voi…
GRAZIE DI CUORE A TUTTI!!!
Io, Cassandra...- Notizie Utili per Capire.NOTIZIE UTILI PER CAPIRE…
EPATOBLASTOMA Epidemiologia AspettiClinici IndaginiDiagnostiche Terapia Che cos’è la chemioterapia? La chemioterapia consiste nella somministrazione di farmaci per distruggere le cellule tumorali. Il meccanismo d’azione dei farmaci citotossici consiste nell’impedire la divisione e la riproduzione delle cellule tumorali. L’attività delle cellule tumorali viene progressivamente inibita fino a che la cellula stessa muore. Poiché tali farmaci si diffondono attraverso il sangue, essi sono in grado di raggiungere le cellule tumorali in qualsiasi parte del corpo: purtroppo possono compromettere le cellule sane dell’organismo (bulbi piliferi, mucose, midollo osseo), causando talvolta spiacevoli effetti collaterali. Tuttavia, a differenza delle cellule tumorali, le cellule normali subiscono un danno solitamente a carattere temporaneo e, di conseguenza, la maggior parte degli effetti collaterali cessano alla conclusione del trattamento. I farmaci utilizzati sono scelti dopo lunghe e accurate sperimentazioni in tutto il mondo. Il trattamento può prevedere l’impiego di un solo farmaco oppure l' associazione di due o più. La scelta della terapia dipende da molti fattori, tra i quali il tipo e le caratteristiche del tumore, l’età e le condizioni generali della paziente. Come viene somministrata la chemioterapia? La chemioterapia può essere effettuata secondo modalità diverse che dipendono dai farmaci usati. La modalità più diffusa è per iniezione in vena, mentre meno frequente è la somministrazione per bocca e per iniezione intramuscolo o sottocute. Un’altra modalità di somministrazione in vena (quando le vene del braccio sono difficilmente reperibili oppure se è previsto un trattamento per lungo periodo di tempo) è il posizionamento di un cosiddetto”accesso venoso centrale”, cioè un catetere fisso inserito in una vena nel torace: tale dispositivo viene inserito una sola volta all’inizio della chemioterapia e consente non solo iniettare i farmaci, ma anche di effettuare i prelievi di sangue, evitando alla paziente il fastidio di doversi sottoporre ad ulteriori multiple venipunture. I tipi di accesso venoso centrale che vengono maggiormente usati sono il port-a-cath e il groshong: vengono sempre comunque posti in sede da un anestesista, senza causare né dolore né disagio. La somministrazione, a seconda del tipo di trattamento ed a seconda dei farmaci, viene generalmente effettuata in ospedale come pazienti esterni (day hospital), oppure nel corso di una breve degenza. Per la somministrazione dei farmaci, viene elaborato un “piano di trattamento” che prevede diversi cicli, il cui numero totale dipende dal tipo di tumore, dal tipo di farmaci somministrati e dal modo in cui le cellule tumorali rispondono ai farmaci. Tra un ciclo ed il successivo è previsto un intervallo di qualche settimana per consentire all’organismo di smaltire gli eventuali effetti collaterali del trattamento. Prima di effettuare la chemioterapia è necessario sottoporsi ad esami del sangue, per controllare sia i valori dei gobuli bianchi, emoglobina e piastrine sia la funzionalità epatica e renale. Se il numero di quelle cellule del sangue non fosse sufficiente, il ciclo di chemioterapia verrà rinviato di qualche giorno, in modo di mantenere costante la dose ottimale al fine di avere il massimo dell’efficacia terapeutica. Oggi esistono farmaci in grado di facilitare il rapido recupero dei valori normali di quelle cellule: essi si chiamano fattori di crescita e vengono somministrati dai medici ogni qualvolta si renda necessario. Effetti collaterali della chemioterapia La chemioterapia può produrre degli effetti secondari indesiderati, quali la caduta parziale o completa dei capelli, la nausea, il vomito, l’alitosi (sapore cattivo in bocca), la stomatite, la stanchezza, la perdita dell’appetito, il facile affaticamento, la stipsi o talvolta la diarrea. Inoltre, la chemioterapia può determinare la diminuzione dei globuli bianchi, rossi e delle piastrine. Alcuni farmaci impiegati nel trattamento del carcinoma mammario (es. taxani, vinorelbina) possono causare formicolio, sensazione di bruciore, senso di intorpidimento alle mani e ai piedi (neuropatia periferica). Non tutte le pazienti sottoposte a chemioterapia hanno effetti collaterali: la chemioterapia può causare reazioni diverse da soggetto a soggetto e queste possono anche variare da un ciclo all’altro nello stesso individuo. Comunque l’assenza di effetti collaterali non è correlata alla poca efficacia della terapia. Può giovare ricordare che moltissimi degli effetti collaterali sono assolutamente temporanei e scompaiono gradualmente alla sospensione del trattamento. Negli ultimi anni è stata data molta importanza alle “terapie di supporto” che permettono di controllare gli effetti collaterali della chemioterapia con farmaci adeguati che migliorano notevolmente la qualità di vita delle pazienti in trattamento. Tuttavia l’amenorrea (scomparsa del ciclo mestruale) è irreversibile in quasi tutte le pazienti con età superiore a 40 anni. Per quanto riguarda possibili effetti cancerogeni secondari al trattamento, non esiste alcuna evidenza a favore di un aumento di secondo tumore nelle pazienti sottoposte a chemioterapia adiuvante rispetto a quelle trattate con sola chirurgia. Quando si effettua la chemioterapia? Il trattamento chemioterapico può essere attuato: 1. Prima dell’intervento chirurgico ( chemioterapia primaria) Il trattamento chemioterapico può essere somministrato prima dell’intervento chirurgico sulla mammella al fine di “ridurre” il tumore e consentire interventi meno demolitivi. La terapia combinata con chemioterapia primaria rappresenta oggi quasi ovunque il trattamento di elezione nelle pazienti con carcinoma mammario localmente avanzato (tumori fissi alla cute o alla parete toracica). Nelle pazienti con carcinoma mammario operabile, la chemioterapia primaria rappresenta una nuova strategia terapeutica, il cui obiettivo principale è quello di migliorare ulteriormente i risultati terapeutici in termini di sopravvivenza libera da malattia e globale, ottenendo nel medesimo tempo una riduzione del tumore tale da consentire di sostituire talvolta un intervento chirurgico mutilante (mastectomia) con un intervento chirurgico conservativo (quadrantectomia) nelle pazienti in cui la dimensione del tumore mammario rende tecnicamente non eseguibile l’intervento conservativo. Gli studi condotti presso centri europei ed americani hanno dimostrato che la chemioterapia primaria è in grado di ottenere un notevole aumento di interventi chirurgici conservativi ed una sopravvivenza libera da malattia e globale almeno simile a quella ottenuta con chemioterapia adiuvante. 2. Dopo l’intervento chirurgico ( chemioterapia adiuvante) Questo tipo dipo di trattamento viene effettuato quando la lesione tumorale visibile a livello della mammella è stata asportata, ma resta tuttavia il rischio che alcune cellule tumorali possano avere già abbandonato la sede primitiva del tumore mammario ed essere in circolo. La chemioterapia ha appunto lo scopo di distruggere queste eventuali cellule distanti dal focolaio tumorale primitivo e, quindi, di aumentare la percentuale di guarigione. La terapia adiuvante del carcinoma mammario radicalmente operato può essere considerato uno dei maggiori successi in oncologia negli ultimi trent’anni. Infatti, nonostante il costante aumento dei casi di questo tumore, la mortalità negli anni novanta è diminuita sensibilmente non soltanto per effetto della diagnosi precoce (attraverso programmi di screening), ma anche per l’efficacia della terapia adiuvante. Una recente metanalisi comprendente 30000 donne arruolate in studi di chemioterapia, pubblicata su Lancet nel 1998 (Early Breast Cancer Trialists’ Collaborative Group: Polichemotherapy for early breast cancer: an overview of the randomized trials) ha confermato l’efficacia della chemioterapia adiuvante, evidenziando che: la polichemioterapia (impiego di più farmaci ) riduce il rischio annuale di morte del 27% nelle pazienti con meno di 50 anni e dell’11% in quelle di età superiore ai 50; prolungare la somministrazione della chemioterapia per più di sei mesi non aggiunge alcun vantaggio; gli schemi di chemioterapia contenenti antracicline sembrano produrre un ulteriore vantaggio nei confronti dei regimi che non le contengono, vantaggio che può essere quantificato in una riduzione proporzionale annua del 12% per le recidive e dell’11% per la mortalità; i vantaggi della chemioterapia possono considerarsi largamente generalizzabili, in quanto sostanzialmente indipendenti dallo stato menopausale (pre o postmenopausa), dall’età (maggiore o minore di 50 anni), dall’interessamento o meno dei linfonodi ascellari e dallo stato dei recettori ormonali (positivi o negativi). 3. Tumore avanzato (metastasi a distanza) I farmaci chemioterapici vengono impiegati per controllare l’evoluzione del tumore e, quindi, per migliorare la qualità della vita della paziente. Io, Cassandra... - CassandraCASSANDRA
Questo è il capitolo dedicato a me. Furono i miei fratelli a decidere il nome da darmi e devo ammettere che non sono stati per niente banali. Ogni persona che sente il mio nome rimane stupito e mi chiede se non mi porti sfortuna. Basterebbe tornare un po’ indietro nella mitologia greca per capire che forse tutto il loro stupore è biasimabile. Tutto cominciò quando dio apollo si innamorò di Cassandra senza che lei lo ricambiasse, e per questo gli fece “un regalo”: ebbe il potere di predigere il futuro “brutto” senza essere creduta da nessuno. Molti di noi, infatti sanno, che la sconfitta di troia era stata predetta da Cassandra, la quale aveva avvisato i troiani di non proseguire, ma nessuno le diede ascolto. Dopo un po’ di mitologia greca torno a me… Ogni persona che incontro e mi chiede se il mio nome mi porti sfortuna, rispondo sempre con orgoglio:”il mio nome mi ha portato solo moltissima fortuna.” Il giorno più brutto della mia vita è stato quando per caso mi svegliai una mattina con la voglia di riordinare un po’ la mia camera… Ho sempre avuto l’armadio pieno zeppo, i cassetti strapieni, però mi piaceva la mia confusione. Mamma invece la detestava e la detesta tutt’ora… mi sgrida sempre quando lascio le magliette sopra il letto! Così guardando nei cassetti ho visto un raccoglitore giallo con una scritta: “Cassandra”. Lì per lì ho pensato subito a delle foto, ma in realtà non ero proprio nella giusta strada. Un sacco di carte, referti d’ospedale, e tutti che parlavano di me; ho cercato di far finta, di non capire finchè sono arrivata al punto per me più doloroso: mentire a me stessa per non ammettere che si trattava proprio di me. Non so perché, ma i miei genitori non hanno mai voluto dirmi a verità su quello che realmente mi era accaduto per paura di una mia reazione. Mi hanno detto che stavano aspettando il momento giusto, ma alla fine l’ho scoperto da sola. Avevo avuto un tumore, ero viva per miracolo e avevo un braccio leso per sempre… Io odiavo quel braccio: d’estate mi vergognavo a mettermi le canottiere perché si vedeva troppo la differenza e poi tutti se ne accorgevano e mi facevano sempre le stesse domande che a lungo andare mi facevano solo del male. Ricordo che per un pò di tempo mi scontrai con i miei genitori: li accusai di essere stati egoisti, ma ero troppo adolescente per capire che lo avevano fatto per me… In un secondo momento sono venuta a conoscenza che i miei avevano iniziato una battaglia legale nei confronti dell’ospedale: in fondo era stata una disattenzione da parte loro se il mio braccio ora è invalido per sempre. Un po’ di soldi, tra danni morali, psicologi, pensione e cavolate varie… per chiudere il capitolo Cassandra. Ma dico, si può dare un prezzo ad una vita appesa ad un filo? Si può dare un prezzo ad un errore degli altri? Si può dare un prezzo ad un sorriso? Io credo proprio di no ed è per questo che dopo la prima udienza i miei genitori hanno deciso di mollare la legge giuridica per dedicarsi solo a me: la legge della vita; per far conoscere la vita a chi con un dito stava sfiorando la morte. Adesso mi guardo, non sono perfetta: ho qualche chiletto di troppo e non amo passare molto tempo davanti allo specchio per non vedere difetti che magari non esistono… Guardo il mio braccio così mingherlino: provo tenerezza e rabbia quando, dopo troppo lavoro non ha la forza di reggere più nulla… il mio polso sembra ossidato dalle lamiere e la mia mano non riesce a chiudersi a pugno. A volte mi fa così male da farmi piangere; altre volte perdo la sensibilità e per 30 secondi non sento più nulla. Però sono qui anche se ho un braccio orribile che sicuramente rovinerà il mio album di nozze. Non capita a tutti di poter vincere contro la morte. Io ho avuto un dono grande dal Signore: mi ha dato la forza per reagire, mi ha portato in braccio quando proprio non ce la facevo più e non mi ha lasciato mai sola finchè ce l’ho fatta. Sembrava una partita persa quando lei, così meschina, stava per segnare un goal, portandomi via per sempre; ma io non gliel’ho permesso e al primo minuto dei tempi supplementari ho segnato un goal che rimarrà nella storia… della mia vita!!! 1 a 0 per me: IO HO VINTO LA BATTAGLIA PER LA VITA!!!
Non ho mai pensato di essere più brava degli altri, solo un po’ diversa. Il mio unico problema è quello di non riuscire a rapportarmi con la gente della mia età. Sono un po’ così, ho il mio mondo nel quale piango e rido a modo mio. Non ho bisogno di drogarmi, di ubriacarmi per farmi sentire importante perché io sono importante così come sono. Nei momenti più neri della mia esistenza ho pensato tante volte a quanto non aveva senso la mia vita… quante volte ho gridato in faccia a mia mamma che avrebbe dovuto lasciarmi morire quel giorno, spezzandole il cuore; Quante volte, di fronte alle delusioni da ragazzina, ho desiderato farla finita. Quando ho compiuto 18anni ho fatto un salto in un’altra dimensione. Mi sono fermata a pensare e mi sono detta: “ che bello 18anni. Cosa sta cambiando nella mia vita? Prenderò la patente e magari papà mi regalerà la macchina nuova e… devo anche andare a votare. Ma chi se ne frega!!!” Noi giovani d’oggi abbiamo fretta di diventare grandi, di distaccarsi dai genitori ormai scomodi, ma non ci rendiamo conto che gli unici veri amici che abbiamo sono proprio loro! Io ho compiuto 18 anni ma la mia vita è rimasta tale e quale a quella di prima… Io sono rimasta Cassandra che odia le discoteche, che non ama stare in mezzo a gente con cui non si possono affrontare discorsi maturi; Compiere 18 anni mi ha fatto cominciare a vedere le cose con un’ottica un po’ più complicata aggiungendo anche un po’ di razionalità alla mia bontà d’animo!! Ho cominciato a capire che dentro me cresceva la voglia di costruire una famiglia con cui condividere gioie e dolori: ho quasi ventuno anni e tra pochi mesi mi sposerò con il mio grande amore, Federico! La nostra storia è iniziata quattro anni fa e non si è mai interrotta nemmeno per un secondo. Abbiamo affrontato parecchie difficoltà derivanti dall’esterno e dalle nostre incomprensioni, sempre affrontate con determinazione, guardando il passato e il nostro presente sempre con un sorriso. Non pensavo che per sposarsi bisognasse fare così tanta fatica: la chiesa, il ristorante, il fotografo, le bomboniere, il corso per fidanzati e gli invitati… per fortuna la casa è già pronta altrimenti mi dovevo sparare!! Federico se potesse mi rinchiuderebbe: io penso sempre ad una cosa in più per non trovarmi indietro, ma gli uomini non possono capire certe cose. Sono stata da poco dal parroco che mi ha battezzata per prendere il certificato e devo dire che è stato molto felice della notizia che gli ho portato. Mi ha fatto parlare per essere reso partecipe della mia vita e mi ha detto: “ sono felice perché vedo i tuoi occhi sorridere.” Mi ha baciato e mi ha dato la sua benedizione: “ sii forte e abbi sempre fede in Dio.” Non me lo aspettavo che mi rimarrà nel cuore. Sono felice perché nella mia voglia di ritornare al passato, di tornare indietro con il tempo, ho ritrovato la serenità proprio grazie a quelle persone che mi vorranno bene per sempre. Cassandra è sempre stata una persona umile e semplice, sempre chiara e trasparente proprio come la luce del sole. Cassandra non ama giudicare, anche se è volte viene posta in condizioni tali da non poterlo evitare; ma sa guardare indietro e chiedere scusa: cosa che oggi fanno ben poche persone. A volte mi capita di pensare a quando ero piccolina: io non mi ricordo molto e di questo mi dispiace, però mi capita spesso di aprire il mio grosso album di fotografie… ci sono tutte foto con me da piccola... a volte mi verrebbe voglia di aggiungere delle pagine ma per il momento sono tutte bianche… non trovo la forza di mettere altre foto. Sono così diversa, sono così cresciuta che quasi non mi rispecchio in quella bambina con le braccia fasciate che gioca sotto l’albero di natale… Ogni tanto il professor X (ometto il nome per correttezza) mi viene a trovare al ristorante con la moglie, mi riempie sempre di complimenti, e la cosa che ammiro di più in lui è la sua capacità di non farmi mai sentire una sua ex paziente, ma solo un’ amica.. E adesso cos’è rimasto? Solo un ricordo?! Non so se così si può definire, io so solo che tutto quello che mi è successo è parte della mia vita e lo sarà lo per sempre. Non smetterò mai di ringraziare il Signore per avermi dato una seconda possibilità per vedere quanto è bello svegliarsi al mattino e vedere il sole risplendere su tutto ciò che ti circonda… a come è bello vivere la vita per ogni istante che ti viene concesso… addormentarsi la sera con un cielo stellato e la luna piena… a come è bello riuscire a provare emozioni, sentimenti… Pensare a quanto è prezioso il dono della vita… Se potessi gridare al mondo qualcosa griderei VITA!!! Io, Cassandra... - L'amiciziaL’AMICIZIA Non sono mai stata molto fortunata con le amicizie, tanto da arrivare a credere che la vera amicizia non potesse esistere, e sinceramente il mio parere a tutt’oggi non è molto cambiato. Purtroppo sono una persona che si affeziona molto alle persone che incontra, rischiando poi di rimanere troppo male quando, per avverse motivazioni, questi rapporti si interrompono o inevitabilmente si affievoliscono. Sono sempre stata convinta di avere al mio fianco persone che mi volevano bene, persone di qui mi potevo fidare in qualsiasi momento e che alla fine si sono rivelate essere l’esatto contrario. Sono essenzialmente tre le persone che hanno davvero lasciato un segno indelebile nella mia vita, persone che ritenevo amiche e che al primo ostacolo mi hanno lasciata a terra da sola; la prima risale ai tempi delle scuole medie e il nostro motto era: “nessun uomo ci dividerà mai.”; proprio un uomo ci ha divise, ma non perché piacesse ad entrambe, semplicemente perché ha fatto una scelta; poi le scuole diverse, il tempo che passa e il silenzio che incombe dentro di noi ci ha fatto perdere di vista diventando due complete sconosciute. A volte dicono che la distanza rafforzi un rapporto, ma evidentemente a me capitano sempre le cose opposte! E arriviamo alla ferita più grande non ancora rimarginata. Posso dire che l’amicizia con questa persona mi ha veramente cambiato e tutto quello che è successo dopo non ha fatto altro che peggiorare sempre di più le cose rendendole più disperate di quanto già fossero. Non mi sembrava vero di aver trovato una persona speciale: una persona con cui sono riuscita ad aprirmi fino in fondo raccontando anche il mio passato, la mia storia, la mia vita. Lei sapeva davvero tutto di me ed è stata la prima persona a cui telefonato un momento dopo aver scoperto la verità su quello che mi era successo. Con lei ho pianto, mi sono sfogata, mi sono confidata ed è stata la prima a cui ho telefonato un attimo dopo aver scoperto quello che mi era realmente accaduto… La storia è molto lunga e non mi sembra giusto nel rispetto di persone che ormai non fanno più parte della mia vita tirare in ballo cose che non centrano più niente. E poi cè… cicco, il mio fratellino. L’ho sempre chiamato così anche se è ha un po’ di anni più di me; è strano conoscere così bene una persona pur non avendola mai vista, ma avendoci solo parlato al telefono: è quasi 8 anni che ci conosciamo e lui è… il mio migliore amico, lo devo dire, anche se è una frase che non mi piace molto. Lui è la persona che non nomino spesso nei miei discorsi, la persona che sa rimanere da parte in un angolo senza pretendere nulla in cambio, ma che è sempre presente. Probabilmente non riusciremo mai ad incontrarci, a guardarci negli occhi; nessuno capirà mai che, anche se ci separano oltre 1000 km, esiste un’ amicizia leale e sincera tra di noi che va al di la dell’ egoismo e della menzogna. Ci siamo “conosciuti” in un momento difficile per entrambi: lui, usciva da una storia importante durata dieci anni e io, ragazzina, con le mie stupide paranoie… Ci siamo capiti subito perché sapevamo ascoltarci a vicenda: non amiamo darci dei consigli, questo mai, ma ci diciamo semplicemente cosa faremmo se ci trovassimo l’uno al posto dell’altro. È un rapporto particolare: io sono la sorella più piccola e lui, il fratello maggiore che probabilmente mi è mancato. Sta di fatto che a vent’ anni faccio fatica a fidarmi di me stessa figuriamoci degli altri; penso sia inevitabile non pensarla diversamente se di continuo incontri delle persone a cui non puoi dare la tua fiducia… La cosa bella di questo ultimo periodo è che nei 9 mesi in cui ho lavorato fuori dall’ambiente familiare, ho incontrato delle persone davvero eccezionali che non dimenticherò mai e voglio citare un pensiero per ognuno di loro in questo libro perché davvero se lo meritano. Laura si è dimostrata come una sorella: mi stuzzicava, mi faceva sorridere e mi diceva di tenere duro anche nei momenti in qui sembrava che tutto mi crollasse addosso. Il giorno che abbiamo smesso di lavorare insieme ho pianto davvero tanto: vederla ogni giorno e poterle parlare liberamente come se mi conoscesse da una vita, era per me una cosa importantissima. Lei si arrabbia sempre quando mi faccio troppe paranoie e mi sgrida perché dice che anche se le persone a me più care non si fanno sentire spesso non significa che non mi vogliano bene. “Dai cazz…” mi diceva sempre, perché il mio nome è troppo lungo… so che lei mi vuole bene anche se non me lo dice mai però ricorderò sempre le sue parole: “ Cazz… anche se ci separiamo non ti libererai facilmente di me”: questo per me significa avere un’ amica. Graziano, che mi ha abbandonato prima che io potessi andarmene, lasciandomi in una situazione intrisa da un clima irrespirabile; solo guardandomi negli occhi capiva che era giunta l’ora di andare a bere un caffè, così potevo piangere liberamente. Solo lui aveva la battuta pronta alla prima lacrima che vedeva scendere dal mio viso. Ricorderò sempre le sue parole: “sei tu che mi hai insegnato che bisogna sorridere sempre anche nei momenti più brutti, quindi domani al lavoro sorridi perché dai solarità alle persone che ti circondano.” Jessica, che con il suo essere a volte sempre troppo ottimista, anche quando le cose andavano male, mi faceva tanto sorridere. Inizialmente non pensavo che noi due saremmo diventate amiche, ma ho dovuto ricredermi quasi subito… È una persona speciale che mi ha dimostrato che potevo fidarmi di lei anche quando magari non avevo voglia di parlare di niente. Omar, che con le sue continue prese in giro riusciva sempre a farmi arrabbiare, anche se a volte facevo finta di offendermi per vedere come reagiva. Marta, che se né andata dopo 4 mesi dal mio arrivo: è stata la prima persona con cui ho legato fin dal primo giorno; devo ammettere che ha un carattere molto difficile ma io le voglio bene per quello che è e per l’amicizia che mi dimostra anche se non lavoriamo più insieme. Davide, un geometra pazzerello che mi prendeva sempre in giro perché ero troppo precisa e non dimenticavo mai nulla, o quasi!!! Andrea, il disegnatore strano che viveva in un suo mondo. Sempre con lo sguardo perso nel suo lavoro… una cosa che mi ricorderò sempre è quando io e Laura ci stavamo abbracciando… ha alzato lentamente la testa sbucando da dietro lo schermo del computer dicendo: “come vorrei essere lì in mezzo!!!” Enrico, la persona che appena ho visto mi sono detta: “con lui non riuscirò mai a legarci!”. Ma come ho ripetuto più volte a me capitano tutte le cose al contrario di quello che penso… e infatti abbiamo instaurato un bel rapporto, almeno da parte mia. Poi anche lui se n’è andato e mi è mancato molto non poter parlare più così spesso con lui; ora non ci sentiamo spesso, però quando capita ci facciamo delle belle chiacchierate. È una persona semplice e molto umile e io mi sono spesso confrontata con lui… nonostante gli otto anni di differenza non aveva problemi a parlare con me di discorsi “seri”…e come mi mancano i suoi caffè!!! Ornella, che mi chiamava sempre la sua bambolina e mi riprendeva quando parlavo male o involontariamente dicevo parolacce!! Gino, il matto del gruppo che aveva sempre la battuta pronta e sempre con un chiodo fisso nel cervello!!! Mi prendeva in giro quando andavo dalla parrucchiera e dall’estetista dicendomi: “te vedarè to moroso quando che te te sposi, te passa anca ste voie!!!” troppo simpatico. Il geometra una persona che mi ha insegnato a crescere nel lavoro che stavo facendo senza mollare quando davanti ad una difficoltà non sapevo cosa fare. Ho scritto un pensiero per ciascuno di loro, perché sono stati parte della mia vita e hanno contribuito alla mia crescita interiore: li porterò sempre nel mio cuore! Io, Cassandra... - Mio FratelloMIO FRATELLO
Michel… mio fratello… il nostro non è mai stato un rapporto facile! Ha trentadue anni, ma è come se fosse ancora un bambino. Penso sia stata l’unica persona a vivere la mia nascita come un abbandono da parte di mamma e papà. Quando sono nata, aveva solo quattordici anni: un età particolare, di crescita, di insoddisfazione, dove tutto ciò che ti circonda va affrontato giusto o sbagliato che sia. Il fatto che mamma si sia dovuta assentare da casa per alcuni periodi veniva vissuto da questo adolescente come una vera e propria sconfitta da un punto di vista morale. Nutre tutt’oggi una forte gelosia nei miei confronti, e vi posso assicurare che non si tratta puramente di essere la “piccola di casa”; a volte, probabilmente senza rendersene conto mi ha accusato di essere la preferita di mamma e papà. Altre volte diceva che a me tutto è concesso e che lui non ha avuto da loro il mio stesso trattamento… Non posso negare che queste cose mi siano indifferenti, anzi, a volte vorrei riuscire a fargli capire che sta sbagliando. Quante volte me ne stavo nascosta dietro la porta ad ascoltare tutti quei discorsi da “grandi”, e quant’ho pianto per lui quando non capiva che non mi doveva trattare così. Mio fratello è la fotocopia di papà, sia caratterialmente che fisicamente. Proprio come papà, è un tipo alquanto autoritario, gli piace comandare ed essere ascoltato. Pure io e mia sorella non scherziamo come carattere, ma è diverso. Mio fratello è sempre stato una persona dalla vita facile, vissuta in piena libertà e i rientri all’alba erano per lui il piatto quotidiano. Vive con la sua compagna da circa 5 anni e insieme hanno una splendida bambina di quattro anni: si chiama Gioia. Per me è molto difficile affrontare questo argomento: da quando mio fratello se ne andato via, lasciando l’attività di famiglia, i rapporti si sono un po’ incrinati. L’ho rivisto dopo sette mesi di assoluto silenzio, quando ha aperto la sua attività, e la bambina, quando mi ha rivista, a stento mi ha riconosciuto… Io voglio bene a mio fratello e so che anche lui me ne vuole anche se, probabilmente, a volte non ci siamo capiti. Soffro a vedere che papà non vuole parlare con lui, che hanno interrotto i rapporti, ma probabilmente ciò che voleva mio fratello è sentirsi responsabile di tutto in prima persona e con mio padre davanti non poteva esserlo. Chissà, magari il tempo rimarginerà le ferite e un giorno sorrideremo di nuovo anche insieme a lui. Io, Cassandra... - Mia SorellaMIA SORELLA
Mia sorella Kety è la primogenita, quando sono nata aveva 16 anni: era una persona matura, già grande che più che una sorella è stata una seconda mamma. Lei mi ha sempre voluto bene e con lei ho uno splendido rapporto. Lei mi capisce e mi sa ascoltare, non è gelosa di me quando i miei genitori mi ricoprono di attenzioni. Lei mi vuole bene in tutto e per tutto anche se a volte litighiamo un po’, ma sono cose che fanno parte della quotidianità. Mia sorella è sposata da 17 anni con un casertano: si sono conosciuti per caso ed è subito stato grande amore. Insieme hanno due splendide figlie: Melissa, la più grande di quindici anni e Martina, la piccolina, sei anni! Melissa non è mai riuscita (e tutto’ora non riesce) a chiamarmi zia perché la differenza di età che ci divide è davvero minima. Con lei non ho mai avuto un bellissimo rapporto: forse i caratteri troppo diversi o la troppo poca differenza di età ci tenevano separate… Da un anno a questa parte però le cose sono cambiate: lei vuole consigli da me, mi parla e io l’ascolto come se fosse figlia mia; a volte le scappa uno “dai zia per favore!” e io scoppio a ridere! A volte vorrei avere delle corde per legarla al letto e darle due schiaffi per come risponde alle persone che la circondano, per come si comporta, ma riesco sempre a trovarle una giustificazione. Mi piace sedermi sul letto davanti a lei e ascoltarla… Origliare dalla porta quando è al telefono con il fidanzatino… sgridarla quando davvero si rende insopportabile. La sua è un età molto difficile: sono quei momenti in cui vorresti farla finita perché ti convinci che la tua esistenza non abbia più alcun senso. So cosa vuol dire… purtroppo ci sono passata prima di lei, ma a volte dare consigli è troppo facile… Martina invece è il mio piccolo genio: rappresenta la vitalità, la gioia di vivere… è una bambina meravigliosa da scoprire ogni giorno. A sei anni e mi sembra ieri che la portavo a passeggio con il passegino: così piccola e dolce… come passa il tempo! Martina è molto affezionata a me, ogni volta che mi vede mi salta addosso; è cresciuta con me, in quanto vivendo in case comunicanti spesso veniva in camera mia a farmi compagnia e a saltare sul mio lettone finché io studiavo. La cosa buffa è che saltava fino all’esaurimento delle forze e poi si lasciava crollare e dormiva. Parla tanto e non si ferma mai, anche di notte, però è dolcissima!!! A settembre andrà alla scuola “dei grandi”, come la chiama lei, ed è tutta presa da questa novità. Io le dico sempre: “ma lo sai Marty che alla scuola dei grandi non si gioca più, si devono fare i compiti, imparare tante cose come fanno i bambini grandi…” e lei mi risponde: “ si zia… uffi… lo so ma ci sarà pure un po’ di tempo per giocare; non vorrai mica che io vado a scuola solo per studiare!”; sarebbe da prenderla è riempirla di baci. Ma tornando a mia sorella… Lei è… la persona che nonostante i problemi, le liti, le incomprensioni riesce quasi sempre a sorridere anche se a volte si mette d’impegno a rompere le scatole. Con lei parlo di tutto senza problemi, e lei si confida con me. Abbiamo un bel rapporto come se fossimo due migliori amiche ed è bello sapere di poter contare sempre l’una per l’altra! Io, Cassandra... Un Valore Importante: la famigliaUN VALORE IMPORTANTE: LA FAMIGLIA
Voglio cominciare a parlare di papà… lui è proprio la classica persona che vive per il suo lavoro: basti pensare che a 20 anni faceva tre lavori. Ha costruito tutto ciò che ha con le sole sue forze e con quelle di mamma. Entrambi hanno sacrificato la loro vita per garantirne una migliore ai propri figli. Papà non è una persona molto espansiva: il suo carattere forte e autoritario predomina sul suo lato un po’ sensibile e dolce che lui tende a soffocare; papà difficilmente ti dona un bacio, ti abbraccia o ti fa una carezza, piuttosto ti regala un paio di pantaloni o il telefonino nuovo… La mattina si alzava molto presto e noi dormivamo, la sera quando rientrava era già molto tardi e lui veniva nelle nostre camerette a baciarci la fronte. Papà è molto orgoglioso dei suoi tre figli anche se spesso non lo da a vedere: quando è a contatto con la gente ci porta su un piedistallo, poi con noi fa di tutto per trovare qualcosa che non va su ciò che abbiamo fatto. I miei genitori sono nel campo della ristorazione da oltre vent’ anni e ora hanno un ristorante nei colli Euganei dove lavoriamo sia io che i miei fratelli. Mentre studiavo li ho sempre aiutati, poi quando mi sono diplomata ho deciso di affiancarli. Papà era molto felice perché vedeva in me una persona capace di prendersi cura di ciò che riguardava la gestione amministrativa dell’attività. Purtroppo, a causa di continue liti con mio fratello, il sogno di papà si è presto infranto ed è proprio in quel momento che ho deciso che era ora che io crescessi e maturassi un po’ uscendo dall’uscio dei miei genitori provando a lavorare per qualcun altro. Poi, dopo poco, le continue liti e dissapori tra mio fratello e mia sorella, tra papà e mio fratello sono diventante insopportabili, tanto che lui se n’é andato via… tante volte era uscito e rientrato da quella porta. Questa volta lo ha fatto in maniera definitiva. Il dolore che i miei genitori hanno dovuto affrontare è stato davvero forte e ancora oggi papà non vuole avere alcun contatto con lui. Questa situazione mi ha aiutato a prendere la decisione più importante della mia vita, ovvero di lasciare il mio lavoro per affiancare mamma e papà nella loro attività. Mamma, la mia dolce mamma, mi ha sempre voluto un gran bene, me ne vuole tanto ancora, tanto che a volte mi considera ancora la sua bambina! Mi ha desiderato con tutta se stessa; ha passato 9 mesi facendo le notti in bianco perché quando stava per appisolarsi faceva incubi di continuo. Aveva trentasei anni quando rimase incinta e vent’ anni fa rimanere incinta a quell’età era un rischio, non come oggi che fanno figli fino a 50 anni!!! Mamma è un persona buona, a volte troppo; è disposta a dare la sua vita per un sorriso: lei si che è una persona splendida. Negli ultimi anni non ha passato dei bei periodi: circa un anno fa è entrata in depressione e tutti sappiamo che si tratta di un tunnel dal quale è difficile uscire. Ma lei è stata forte e ha saputo superare anche questa battaglia regalandomi ogni giorno i suoi sorrisi. A volte mi rendo conto di non darle tutto l’affetto che merita… a volte sento che lei ha bisogno di me, ma io sono troppo stanca per ascoltarla e questa è una di quelle cose di cui non vado fiera. Mamma è stata la persona che ha sofferto di più al mondo per la mia malattia, ma la fede l’ha aiutata. Una sorella di mamma, mia zia, è morta dieci anni fa di tumore al seno: lei diceva sempre che se io ero sopravvissuta, anche lei ce l’avrebbe fatta, e se non fosse stato così sarebbe stato perché il Signore lo aveva deciso…
Io, Cassandra...L'inizio di qualcosa che poteva essere la fine di una vitaL’INIZIO DI QUALCOSA CHE POTEVA ESSERE LA FINE DI UNA VITA
Avevo solo 9 mesi quando per un semplice mal di pancia mamma mi portò al pronto soccorso… Nessuno si sarebbe mai immaginato che da quel momento le nostre vite sarebbero cambiate. Una bimba così piccola e indifesa colpita da una cosa così terribile! Non riuscivano nemmeno a trovarci un nome; c’era qualcosa nel mio fegato che si stava impossessando sempre più di me; era come un topolino che rosicchiava piano piano un pezzetto di formaggio. Sfogliare libri non dava alcuna risposta… fino a che un nome arrivò: era un EPATOBLASTOMA; un tumore maligno, molto raro che è arrivato a me. Ero il terzo caso in tutta Italia dopo due bambine di Roma che purtroppo non ce l’hanno fatta. Io ero troppo piccola per capire. Ero una neonata e tutto ciò che mi rimane sono brevi flash-back che mi balzano per la mente. Tutto ciò che so è quello che mi hanno raccontato i miei genitori: era l’ottobre del 1986 quando iniziarono le ricerche e solo nel maggio del 1987 capirono che forse la cosa era ben più grave di quanto potessero pensare. Mi ricoverarono presso la clinica di Padova nel reparto di Oncologia Pediatrica Infantile per iniziare una gara che non vedeva nessun traguardo. Mamma mi raccontava che le pareti della mia cameretta d’ospedale erano spoglie, fredde… Di bambini che soffrivano ce n’erano davvero tanti. Per farmi stare tranquilla quando mi dovevano visitare gli infermieri prendevano quei guanti in lattiche bianco, li gonfiavano e ci disegnavano delle espressioni felici. Visti così mettevano una grande tristezza, ma io sorridevo sempre. Nessuno si ricorda se il giorno dell’operazione c’era il sole o se fosse brutto tempo, c’era solo una grande paura. L’intervento durò più di sei lunghissime ore che non passavano più e quando il professore che mi operò uscì dalla sala operatoria, andò incontro a papà dicendogli: “purtroppo non siamo entrati in terreno sano.” Eccoci qua, mi avevano appena tolto tre quarti di fegato e quel poco rimasto non era nemmeno sano. Non voglio immaginare le facce dei miei genitori dopo aver sentito pronunciare queste parole, perché a me viene la pelle d’oca… Mamma aveva messo la fotografia di san Domenico Savio sotto il cuscino del letto in sala operatoria e con me quel giorno c’era lui. Nessuno credeva alla forza che avevo, nessuno riusciva a capire come facevo a reagire così bene alla chemioterapia. Il professor X (ometto il nome di questa persona per rispetto) che mi ha curato e seguito durante tutta la mia battaglia non era fiducioso e dopo l’intervento aveva chiaramente manifestato la certezza che io non ce l’avrei fatta se non si fosse trattato di un miracolo. Ogni sera quando mamma e papà rientravano dall’ospedale tutte le persone a noi più vicine si riunivano attorno al letto di mamma e con lei recitavano insieme il rosario. Sono stata sottoposta a tre cicli di chemioterapia e non ho mai saltato una seduta. Mamma mi teneva sempre in casa, disinfettava qualsiasi cosa che potesse portare microbi, non faceva entrare nessuno che avesse tosse e raffreddore e per fumare, fuori in giardino!!! Anche i medici dicevano che ero fin troppo brava: non piangevo mai, se non quando l’ago è fuoriuscito dalla vena e il liquido chemiotico si è cosparso per il braccio provocandone un danno permanente. L’unico istante in cui ho pianto è stato proprio quello: piangevo, piangevo… mamma provava a calmarmi ma non ci riusciva e quando ha chiamato l’infermiera e si è accorta di quello che era successo, si è spiegato tutto! Io nella mia culla e la mamma affianco in una poltrona scomoda che mi assisteva giorno e notte; e poi mia sorella che ripercorreva continuamente il corridoio del reparto spingendomi avanti indietro con il passeggino e la flebo attaccata alla testa perché non trovavano più le vene nelle braccia: ormai era diventata la mia quotidianità. E poi mia zia, la sorella di mio papà che vive a Milano. Ogni settimana si faceva il suo viaggio in treno per venire a dare il cambio in ospedale a mia mamma che doveva lavorare durante il giorno in pizzeria; e poi arrivava la sera per passare la notte con me. Anche lei se ne stava li ogni fine settimana trascurando anche i suoi figli. E mia mamma che pensava a cosa sarebbe successo se il liquido fosse fuoriuscito quando avevo l’ago nella testa… il signore ha fatto la sua parte ed è solo grazie a lui se io sono riuscita a sopravvivere. Io, Cassandra...- Un giorno SpecialeUN GIORNO SPECIALE
Era un sabato sera… faceva tanto freddo… le previsioni meteorologiche annunciavano nevicate… la mamma stava ultimando le valige. Per il lunedì era previsto il ricovero all’ospedale… mercoledì sarei nata io con il taglio cesareo… invece non fu così; domenica due febbraio millenovecentoottantasei ore sei del mattino… papà svegliato da mia mamma chiama mia sorella e le dice di badare a mio fratello perché lui doveva portare la mamma all’ospedale. Ore sei e quarantacinque, il telefono suona. Mia sorella risponde. E’ papà al telefono che dice: “ Kety,è nata Cassandra; sta bene è un toretto di 4,250 KG. Avvisa tutti!! Mia sorella fa un giro di telefonate, esce di corsa và a suonare i campanelli dei vicini: “ è nata Cassandra!!!”. Già alla messa prima tutti lo sapevano,tanto che il parroco lo annuncia da sopra l’altare… Quando papà tornò a casa salì sul tetto per mettere il fiocco sull’ antenna. Quel fiocco rosa grandissimo con quelle code che arrivavano a toccare l’erba del nostro giardino, si vedeva persino dall’autostrada. Tutti venivano a trovarmi e ripetevano alla mamma: “hai visto che hai avuto una bambina sana, bellissima e forte!”, ma dentro di lei c’era qualcosa, come se ci fosse una voce che gli diceva che non era così… Una mamma ancora provata dalle preoccupazioni durate nove mesi lungo i quali incubi, paure e sentimenti contrastanti facevano continuamente capolino nella sua mente… Non era più una giovane donna, ma una madre di famiglia con altri due figli e un marito che non godeva di ottima salute e la paura che io non potessi nascere sana era tanta… Il giorno in cui sono nata nevicava.
Io, Cassandra... - PrefezionePREFAZIONE
Tic… tac… tic… tac… e i secondi i minuti e le ore passavano sempre più velocemente! È qui che ha inizio la mia vita, la mia storia fatta di continui sacrifici e di lotte per approdare in un mondo che non si augura mai a nessuno. Sento che non è facile per me tornare indietro con il tempo, riaprire delle ferite, ricordare qualcosa che fino ad ora ho cercato di seppellire nella mia testa, ma lo devo fare perché lo devo a tutte quelle persone che mi sono state vicine nei momenti più brutti, sia con la mente che con la preghiera, per capire che bisogna sempre sperare e non smettere mai di lottare. Probabilmente sarà questo strano momento della mia vita, dove sembra che tutto vada storto, a farmi pensare che anche dalle cose brutte si cresce… Quante persone hanno incrociato la mia vita… molte delle quali hanno fatto parte della mia esistenza; alcune di loro non le vedo più da molto tempo, altre sono partite alla ricerca di una vita migliore… altri si sono arresi e aspettano che i giorni passino… eppure ognuno di loro mi ha insegnato qualcosa… Chi mi ha insegnato ad amare e tutt’ora continua a farlo… Chi mi ha ferito con parole a volte troppo dure… Chi ha usato la mia amicizia per puntare a un proprio tornaconto… Chi mi voleva bene indipendentemente da tutto e tutti… Chi con la sua allegria illuminava anche le giornate più cupe e tristi… ogni giorno impariamo qualcosa da qualcuno senza nemmeno accorgersene. Io volevo dire a tutte le persone che hanno condiviso anche un solo istante della mia vita con me Grazie: per esserci state e per aver dato un senso in più alla mia vita… perché ognuno di noi ha bisogno di persone intorno che ci facciano vivere ogni tipo di emozione. Un grazie particolare va ai miei genitori che mi hanno cresciuta e hanno sempre creduto in me. Al grande amore della mia vita che non mi ha mai lasciata sola nei momenti più disperati. Ai miei fratelli che nonostante tutto, in modo diverso hanno preso parte della mia vita e mi hanno comunque insegnato qualcosa di cui ho felicemente fatto tesoro. A Laura, una persona splendida che ho incontrato in un periodo importante della mia vita e mi ha saputo apprezzare nonostante la differenza di età, e mi ha saputo insegnare a sorridere anche quando in realtà avevo voglia di piangere. E a tutte quelle persone che hanno fatto parte della mia vita indipendentemente dal modo e dalla durata. Con l’augurio che a chiunque capiterà di leggere questo libro rimarrà un ricordo speciale.
Tutti i fatti ed eventi descritti sono cose realmente accaduti. I nomi utilizzati in questo libro appartengono a persone reali e non sono frutto della mia fantasia. carissimi...Caro il mio blog abbandonato...
innanzitutto mi vorrei scusare con tutti coloro che passano di qui e non vedono più news nuove...
purtroppo il mio tempo a disposizione è sempre di meno e ormai tutto è alle porte...anche il mio matrimonio...mancano solo 4 mesi...che ansia!!!
Comincio dalle promesse non mentenute...
ilmio libro...
vi aspetto...
Cassandra April 02 i messaggi che tirano su il morale alle persone..."Se non avessi scritto nulla per quanto mi riguarda saresti stata cmq in mezzo a noi stasera, ma questo TUO gesto così originale sottolinea la straordinarietà che c'è in te..mi sento fortunato/a ad avere un'amica così speciale e ritengo che il lungo tempo che ci tiene separati sarà sicuramente compensato nell'occasione del nostro ritrovo!Spero che tu capisca quello che veramente ti vorrei trasmettere visto che con le parole sono abbastanza limitato.Semplicemente ma veramente di cuore GRAZIE."
Grazie a te per la splendida persona che sei!
Cassandra Io, Cassandra...ho preso una decisione... nei prossimi giorni inserirò uno alla volta i capitoli del mio libro....
voglio che anche le persone che capiteranno qui per caso, possano avere la voglia di leggerlo, tanta quanto era la mia voglia di scriverlo...
quindi ringrazio tutti coloro che mi faranno il regalo più bello: leggerlo!
Schivo Cassandra era da un pò di tempo.è passato quasi un mese dal mio ultimo passaggio nel mio blog... purtroppo per avverse condizioni mi sono dovuta assentare e non trovavo il tempo necessario per pensare anche ai miei pensieri... (che giro di parole)...
comunque rieccomi...a salutare ciascuno di voi, tutte le persone che amo, e i miei cari amici, grazie ai quali anche le giornate più torride si trasformano in bellissime giornate di sole....
grazie di esistere a tutti voi perchè mi date la forza per dire basta alla cattiveria e alla povertà d'animo che anima tante persone al giorno d'oggi
Cassandra ...Quello che ho fatto è evidenziato in fucsia
1.Ho offerto da bere a tutti in un bar 32.Mi sono fotocopiato/a il culo in ufficio
March 06 anche le canzoni aiutano...VIVERE NORMALE DI Francesco e Roby Facchinetti
A volte sai penso alle cose
Alle salite più faticose Avrei dovuto insistere Non serve mai guardarsi indietro Il mondo è fuori da questo vetro E' in ogni uomo semplice Basta un cuore che batte a 600 all'ora MA L'IMPRESA PIU' SPECIALE E' DI VIVERE NORMALE COME PADRI E FIGLI COI PROPRI SBAGLI LA STORIA SIAMO NOI, TUTTI NOI C'è un tempo per cambiare Amare e poi soffrire E lentamente crescere Da soli Lo sai che io non so aspettare Ho troppi sogni da realizzare Sarà perchè assomiglio a te Con un cuore che batte a 600 all'ora E un milione di cose che tengo in gola E L'IMPRESA PIU' SPECIALE E' DI VIVERE NORMALE COME PADRI E FIGLI COI PROPRI SBAGLI LA STORIA SIAMO NOI NOI CHE CORRIAMO...POI CI PERDIAMO NEI SOGNI SPESSO...CI RITROVIAMO NOI CHE VIVIAMO...DI MUSICA MA L'IMPRESA PIU' SPECIALE E' DI VIVERE NORMALE...NORMALE...NORMALE COME PADRI E FIGLI COI PROPRI SBAGLI LA STORIA SIAMO NOI, TUTTI NOI A volte sai penso alla vita A questa incognita infinita Di ogni uomo semplice -°-°-°-°
PENSA DI FABRIZIO MORO
Ci sono stati uomini che hanno scritto pagine |
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